martedì 22 aprile 2014

Pasqua di rinascita.
Pasqua del sarò buona e tollerante, io che buona non sono.
Ve lo ricordate il nostro vicino di casa, Anacleto Mitraglia?
I due cartelli Vendesi sono rimasti lì, allo spirar dei venti (tanto che uno il vento se lo portò via, ormai un anno fa) e delle piogge, per quasi tre anni.
Al che lui ha pensato bene di aggiungere il cartello Affittasi.
E l'ha affittato, adesso, a una famiglia cinese composta da non si sa bene quante persone.
A giudicare dal calpestio e del vociare alle due del mattino, direi una quindicina.
Al che ho fatto la borghese piccola piccola: ho affisso un cartello sul portoncino d'ingresso, "si prega bla bla bla di rispettare il silenzio bla bla bla".
Ieri sera ho lasciato una crostata davanti alla loro porta.
Il trionfo dell'ipocrisia, che però ha funzionato: nessuno ha più fiatato.
Mi piacerebbe conoscerli, Elisa vorrebbe invitarli a giocare col didò (onore riservato solo ai nostri migliori amici, anche se culturalmente sono più affine all'Africa che all'Asia.
Stamani il mistero si è infittito, quando ho visto l'auto di Anacleto parcheggiata davanti al suo garage.
Forse oltre all'appartamento ha affittato loro anche l'auto.
Chissà.

mercoledì 16 aprile 2014

Buffe cose degli ultimi giorni.

Che buffa cosa, direbbe la Purulla, quando mi chiama il maniaco dei numeri verdi, che si sta sempre facendo una .... e quando gli risponde una donna è tutto felice.
Io sorrido e gli butto giù.

Sorrido molto e scrivo poco, in questi giorni.

Sorrido nel vedere la città piena di lenzuola appese e graffiti (fatti con garbo, però, esclusivamente su transenne di cantieri che a breve saranno rimosse: niente deturpazioni di antiche mura), tutti riportanti la stessa scritta: Pisunia ti amo.
Chi sei, Pisunia? Una donna? Un uomo? Un gatto? Una pianta grassa (che come nome ci starebbe bene, Pisunia florescensis)?

Oggi ho avuto una bellissima notizia, una di quelle che ci cambierà la vita in meglio, e non è il fatto che Berlusconi andrà a intrattenere gli anziani con le sue bischerate, o a confondersi tra di loro.
Quella sì che è una buffa cosa.

Lascio una traccia in questo blogghino semiabbandonato ma sempre molto amato, che ha compiuto tre anni in sordina, e vi saluto tutti.
Buona Pasqua!


venerdì 11 aprile 2014

Flap flap.

Cosa significa avere un bimbo di tre anni e mezzo?
Significa scoprire, un bel giorno, aprendo il garage e guardando l'auto con gli occhi già truccati ma ancora cisposi di sonno, che la povera autovettura è stata scagazzata da uno stormo di piccioni affetti da dissenteria.
Dappertutto.
Che si fa a quel punto?
Si può entrare in auto, con molta nonchalance, e far notare alla treenne e mezzo che l'auto è ricoperta di chiazze bianche.
Si può anche improvvisare una scenetta mentre si sta guidando, "oh oh! Sono un piccione! Glu glu glu! Guarda che bella auto tutta pulita! Aspetta che ci fo sopra qualcosa! PRRRRRRRRRRRRRRRR!".
E giù a ridere come matte, e la signora compunta che avrà la mia età e che mi guida a fianco mi guarda con la puzza sotto il naso, eppure la sua auto è piena di adesivi Baby a bordo e I love my lovely family, e allora com'è che non ridi a vedere la Purulla che ride come una matta? I tuoi lovely figli forse non ridono a parlare di merda?
Ieri sera abbiamo ripetuto la scenetta usando ilMioAmore come auto pulita.
Non so cosa ne penserebbe Freud di tutto questo, ma noi ci divertiamo un sacco.

D'altronde è rimasto nei nostri cuori (e il solo nominarlo ci fa scompisciare) il bimbo Andrea, conosciuto al mare la scorsa estate e che speriamo di rivedere tra qualche mese.
Il bimbo Andrea di anni quattro, che al parco giochi indicò una mela morsicata lasciata sul prato e ci disse "guardate! Un fungo!", è passato alla storia come il bimbo dei granchi scorreggioni, perché il suo babbo era solito raccogliere i granchietti nel secchiello e poi portarglieli, e questi poveretti in trappola emettevano delle bollicine, e così lui esclamò "i granchi scorreggioni!", ed Elisa rise, rise a crepapelle.

P.S. Nel week-end urge che vada a lavare l'auto.


lunedì 7 aprile 2014

Simbologia, questa sconosciuta.
Così al supermercato passammo dalla corsia "giochi dei cani", che tanto a lungo ci aveva intrattenuto nei mesi (negli anni, anzi), a quella dei detersivi, due corsie più a sinistra.
Tutto è cominciato con la ics nera in campo arancione, notata sul chipuliscepiùdiscianteclerahah, tu interessata mi hai chiesto cosa significasse, e via con le spiegazioni.
Effettivamente andrebbero insegnati dalla più tenera età, quei simboli.

Andando con ordine:



In soldoni, tu hai inteso che se c'è la candeggina all'interno del detersivo in questione, c'è anche la X.
Con buona pace dei precisetti, a me va benissimo questa spiegazione.
Poi questi


Che si trovano su alcol e simili; poi quello con la bimba, che tu rimbrotti come se fosse una tua conoscente, "eh no bimba, non si toccano i detersivi!":


Poi quello dannoso per l'ambiente, "che fa morire i pesci!"


Poi ci sono le avvertenze per gli "sciocchi sbadati che si mettono il detersivo negli occhi e se lo bevono", e lì stavo per accennarti a chi se lo beve di proposito, il detersivo, però mi sono trattenuta:




Infine quello che ti ha fatto impressione, e che a onor del vero fa impressione pure a me, quello che indica "il detersivo che mangia la carne", il famoso detersivo carnivoro e assassino:



Insomma, una bella sfilza di nozioni ed avvertenze.
Tu che vuoi sempre aiutarci a fare le pulizie, fin dalla più tenera età (a malapena camminavi e già trascinavi lo swiffer in giro per casa).



Quello sì che è un vetro pulito!

Il week-end è trascorso in modo piacevole ed operoso, nonostante tosse e moccio verde degno di Slimer: abbiamo portato l'auto a lavare e preso le scosse sullo scivolo di plastica, fatto dei bei giretti con la bici, pulito casa (appunto), fatto acquisti al vivaio, piantato basilico e bulbi con le tue manine.

E via con un'altra settimana piena di cose da fare e da imparare.






lunedì 31 marzo 2014


E' stato un week-end bello intenso, tra viaggio di andata, cambio auto col groppo in gola, viaggio di ritorno, bella serata tra amici, solite incombenze pulitorie del fine settimana, sole caldo.
E' stato anche un addio simbolico alla giovinezza spensierata, quando non devi scegliere un'auto in funzione dello spazio di carico ma solo in quanto piacevole brum brum.
L'auto nuova è un transatlantico, va benissimo ed è bella, ma per ora non ci emoziona.
E' normale, suppongo.
Quello che ci ha colpito è stata l'accoglienza della padrona di casa del bed and breakfast in cui abbiamo dormito.
Una signora che poi abbiamo compreso avere qualche anno in più di quelli che dimostra (io sono cecata, soprattutto di sera, ma quando siamo arrivati pensavo fosse mia coetanea, invece è già nonna), gentilissima e simpatica.
Nell'appartamento che ci aveva riservato c'era la foto di un ragazzo, e abbiamo capito subito cosa poteva essergli successo, ma non ne abbiamo parlato.
Ne abbiamo parlato la mattina seguente, quando Elisa ha chiesto, guardando le foto di figli e nipoti, se il bambino della signora era morto.
Eh, amore, ma no... E poi la signora ci ha raccontato di quell'incidente, uno di quelli che leggi di sfuggita sul giornale, ma a cui non pensi più, perché quello che può esserci dietro fa troppo male.
Lei, che è una tenace donna di una volta, tanto brava nel cucinare dolci (mamma che bontà!) e tanto dolce nel giocare con Elisa coi Little Pony che sua nipote aveva lasciato da lei, quanto tenace nel cercare di ottenere la verità, senza rabbia né rimpianto, mi ha fatto una grande impressione.
E' bello scoprire quanti bei posti e quante belle persone ci siano ancora, in giro per l'Italia.